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CALVISIO VECCHIO

Il borgo di pietra sospeso tra storia, natura e archeologia

Segreti e testimonianze di una civiltà contadina
incastonata nel Finale

Calvisio Vecchio, nota anche con l’antico nome medievale di Lacremà, è un suggestivo nucleo rurale situato sulle pendici del Monte Tolla, nel cuore della Val Sciusa.

Questo antico borgo, caratterizzato da un’architettura spontanea in Pietra di Finale, racconta una storia millenaria che affonda le radici nell’epoca romana e si snoda attraverso i secoli tra labirintici passaggi voltati e le caratteristiche “casazze”.

Immerso in un paesaggio mediterraneo incontaminato, il borgo rappresenta una testimonianza unica di vita contadina, dove le spettacolari terrazze-aia e i sentieri storici offrono oggi un viaggio senza tempo tra natura e archeologia

PERCHÈ VISITARE CALVISIO VECCHIO

LA STORIA

Dalle radici romane all'istituzione della "Compagna" medievale, ripercorri le vicende dell'antica Lacremà, per secoli nodo strategico e crocevia della Via del Sale.

ARCHITETTURA SPONTANEA

Scopri un esempio unico di edilizia rurale in Pietra di Finale: un labirinto suggestivo di "casazze", passaggi voltati e spettacolari terrazze-aia sospese sulla valle.

ARCHEOTRECKING

Esplora un museo a cielo aperto attraverso sentieri che collegano il borgo a siti millenari, come le incisioni rupestri dei Ciappi e l'enigmatico Camporotondo.

…et a canto dell’aqua Monticello con sessanta foghi, Cremà con altri sessanta…

Agostino Giustiniani | "Annali della Repubblica di Genova" | 1537

GALLERIA FOTOGRAFICA DI CALVISIO VECCHIO

Patrimonio Diffuso

Patrimonio Diffuso Un vero e proprio museo all’aperto per riscoprire i tesori più nascosti e solitamente inaccessibili del territorio: la storia millenaria del Finale rivive attraverso percorsi di Archeotrekking e aperture straordinarie di siti archeologici e culturali immersi nella natura.

sentieri archeotrekking calvisio vecchia

Progetto MUDIF (prossimamente)

attività organizzate dal MUDIF (Museo Diffuso del Finale)

Il MUDIF – Museo Diffuso del Finale si candida a diventare un’iniziativa fondamentale per la valorizzazione del ricco patrimonio archeologico e culturale del territorio, con l’ambizione di agire come un vero e proprio “museo all’aperto”.

Grazie a una possibile collaborazione con il Museo Archeologico del Finale, il progetto potrebbe in futuro curare i percorsi di Archeotrekking, offrendo ai visitatori la possibilità di scoprire siti nascosti o solitamente chiusi al pubblico attraverso escursioni guidate e aperture straordinarie.

Questo sforzo collettivo si propone di rivalutare Calvisio Vecchio non solo come meta escursionistica, ma come testimonianza storica di inestimabile valore.

La Chiesa di San Cipriano

il monumento più rilevante della zona

Situata a breve distanza dal nucleo abitato, la Chiesa di San Cipriano antica affonda le sue radici nell’epoca paleocristiana o altomedievale.

L’edificio ha subito profonde trasformazioni nel corso dei secoli, in particolare nel XIV secolo e durante il periodo barocco, ma conserva come elemento di massimo interesse il campanile romanico risalente ai primi del 1200.

Quest’ultimo, in muratura rustica, presenta quattro piani di bifore e cornici di archetti pensili, rappresentando uno dei segni più tangibili della vitalità medievale della zona.

La chiesa è stata ufficialmente abbandonata nel 1932 con la costruzione della nuova parrocchiale nel fondovalle.

calvisio vecchia struttura architettonica vista aerea

Vita Contadina e Antichi Mestieri

come si viveva a Lacremà

Storicamente, la comunità di Calvisio era organizzata attraverso la “Compagna”, un patto sociale e amministrativo documentato sin dal XIII secolo che mirava al miglioramento dell’esistenza comune e alla difesa del territorio.

Il borgo era un sistema autosufficiente: ogni nucleo familiare, di tipo patriarcale, gestiva spazi agricoli annessi alle abitazioni, dotate spesso di stalle, pozzi e forni per il pane. L’economia rurale si basava sulla coltivazione di grano, segala, ceci e fichi (essiccati sulle caratteristiche terrazze) e sullo sfruttamento dei mulini alimentati dalle sorgenti della Val Sciusa.

Nel ‘600, il borgo fu inoltre un nodo cruciale per il traffico del sale, trovandosi lungo una delle rotte principali che collegavano il Marchesato di Finale al Piemonte e al Ducato di Milano.

Leggende e Misteri

Sulle tracce di antichi miti e affascinanti leggende

Il borgo di Calvisio Vecchio custodisce segreti che iniziano dal suo stesso nome: l’antico toponimo Lacremata (o Lacremà) evoca infatti il ricordo di un devastante incendio che interessò la zona o, secondo altre interpretazioni, la ricchezza di sorgenti della Val Sciusa, anticamente nota come “Valle di Lagrime”.

Poco oltre l’abitato, il sentiero per l’altopiano si addentra in una zona denominata “Strie” (streghe), legata a una suggestiva leggenda popolare, prima di raggiungere il monumentale recinto megalitico di Camporotondo, il cui reale significato e la civiltà che lo edificò rimangono ancora oggi un enigma irrisolto

L’atmosfera di mistero prosegue con i Ciappi, enormi lastre di pietra istoriate da incisioni rupestri di difficile interpretazione, e i profondi antri naturali come la Casa del Vacchè e Ca’ Cerisola, testimoni silenziosi di una vita primordiale incastonata nella roccia.

COMUNE DI FINALE LIGURE (SV)

RECUPERO E RESTAURO DI UNA PORZIONE DEL NUCLEO STORICO RURALE “LE CASAZZE” SITO IN LOCALITÀ CALVISO VECCHIO – LACREMA’

CUP: G57B22000230004 AUTORIZZAZIONE SOPRINTENDENZA DEL 09.1.2018 PROT. 24968 S.C.I.A. prot. 2022/38612 del 15.11.2022

Intervento di risanamento conservativo e recupero funzionale del borgo di Calvisio Vecchio che ha permesso il consolidamento strutturale arginando la tendenza al ribaltamento; i lavori hanno inoltre previsto il rifacimento del manto di copertura ed il restauro dei prospetti esterni.

Progetto finanziato dalla comunità europea

PNRR-M1C3 INVESTIMENTO 2.2-2022-006371 Finanziato dall’Unione Europea – Next GenerationEU Codice CUP G57B22000230004